I rapporti tra le città greche di Sicilia erano conflittuali. Eserciteranno un ruolo egemone Siracusa ed Agrigento

Antica imbarcazione greco-arcaica rinvenuta al largo delle coste di Gela, una delle più importanti città greche della Sicilia

Relitto di un’imbarcazione greco-arcaica, nei fondali del mare di Gela

La prima città che emerse manifestando intenti espansionistici fu Gela, che sotto Ippocrate conquistò dal 498 al 493 a.C. le colonie ioniche di Leontini, Catania e Messina sulla costa orientale e Camarina sulla costa meridionale.

Il suo successore Gelone, (485-476 a.C.) della famiglia dei Dinomenidi, chiamato a reggere Siracusa, le unì Gela, perchè formassero un unico stato, e vi fece trasferire con la forza metà della popolazione di Gela.

Siracusa da quel momento in poi eserciterà un ruolo egemone nella politica di tutta l’isola. Gelone diventò nell’arco di dieci anni il personaggio più potente del mondo greco.

Un ruolo significativo ebbe pure la città di Akragas (Agrigento), che, sottrattasi alla tirannide di Falaride, (570-555 a.C.), con la famiglia degli Emmenidi godette di un periodo di prosperità e di splendore come testimoniano i numerosi monumenti di quel periodo e i versi del poeta greco Pindaro, che la cantò come la più bella città dei mortali.

Sotto Terone (488-473 a.C.) essa ospitò i poeti Simonide, Bacchilide, Eschilo.
Sotto gli Emmenidi essa estese il suo potere fino ad Imera combattendo contro i Cartaginesi.

Siracusa sotto Gelone divenne così potente che i Greci nel 480 a.C. chiesero il suo aiuto quando il re Serse minacciava di muovere guerra alla Grecia. Gelone negò il suo aiuto temendo un attacco da parte dei Cartaginesi, che avrebbero potuto approfittare delle difficoltà in cui si trovava la Grecia per attaccare le colonie siciliane e stringere con i Persiani in una morsa la civiltà greca.

E mentre i Greci nel 480 a.C. sconfiggevano i Persiani a Salamina, i Siracusani sconfiggevano i Cartaginesi ad Imera.

Gelone agli occhi della Sicilia assurse a mitico paladino della civiltà contro la barbarie, infatti a questa lotta fu dato il significato di scontro tra civiltà, rappresentata dai Greci, e barbarie, rappresentata dai Cartaginesi, significato che sarà celebrato dal poeta Pindaro dieci anni più tardi nella Prima Pitica.

Con il successore di Gelone, Ierone I, (476-467 a.C.), Siracusa volle tentare di espandersi nell’Italia meridionale intervenendo nelle lotte delle città greche di quella zona.

Ma la lotta più significativa fu con gli Etruschi, la cui avanzata fu fermata a Cuma nel 474 a.C.
Questa sconfitta segna il tramonto degli Etruschi, che renderà possibile l’espansione della nascente potenza di Roma.

Ierone, inoltre, sottomise Catania ribattezzandola con il nome di Etna ed egli stesso si fece chiamare Etneo dai poeti che celebrarono le sue imprese.

Siracusa, tenendo a bada Cartaginesi, Greci dell’ Italia meridionale, Etruschi, può ben dirsi che abbia avuto un ruolo determinante nel preparare il terreno all’espansione di Roma.

Nel 470 a.C. Ierone conquistò Agrigento abbattendo il potere di Trasideo, figlio di Terone, e fu il filosofo Empedocle a dare alla città ordinamenti democratici.

Ierone morì nel 467 senza lasciare eredi e gli successe il fratello Trasibulo, che fu l’ultimo dei Dinomenidi, cacciato per la sua dura tirannia.

Il ruolo egemone e la grandezza di Agrigento (antica Akragas) testimoniati dal maestoso tempio della Concordia

Tempio della Concordia (Valle dei templi di Agrigento)

Tramonto fra le colonne del tempio di Giunone ad Agrigento, testimonianza del prestigio e del ruolo egemone che l'antica colonia di Akragas ricopriva fra le città greche di Sicilia

Suggestivo tramonto sulle colonne doriche dei templi di Agrigento