A Ruggero II successe il figlio Guglielmo I, che il sovrano si era associato al trono da un lato per garantire la continuità di governo, dall’altro per mettere le forze politiche dinanzi al fatto compiuto

il sovrano Guglielmo I re dei normanni

Guglielmo I sovrano dei normanni soprannominato “Il Malo”

Egli passò alla storia come Guglielmo " il Malo", appellativo datogli dai baroni a lui ostili.

Il suo regno ebbe inizio in un momento particolarmente difficile, infatti aumentavano l’opposizione baronale e le tensioni razziali e sul fronte della politica estera l’impero d’Oriente, l’impero d’Occidente e il papa erano pronti a sfruttare a loro favore l’opposizione baronale. Cadevano, inoltre, le conquiste fatte in Nord-Africa.

Guglielmo I, che non aveva le capacità di governo del padre, esordì con una politica di continuità con quella di Ruggero II per quel che riguarda i rapporti con la classe feudale; ma quello che cambiò fu il clima all’interno della "Curia", il supremo organo di governo, in seno al quale prevalsero gli elementi non nobili, circostanza che offendeva i baroni.

Si determinò, allora, una convergenza di interessi tra i feudatari componenti della "Curia" ed il resto della classe nobiliare, ed insieme manifestarono atteggiamenti di ribellione al re.

La conduzione dello stato fu affidata a Maione da Bari, un burocrate di palazzo, che riuscì ad ottenere dal papa Adriano IV con il concordato di Benevento il riconoscimento del nuovo monarca.

La nobiltà, dopo varie scaramucce, si ribellò apertamente al re nel 1160 e i rivoltosi uccisero Maione. Eliminato Maione, rimanevano al potere i suoi amici, e i rivoltosi continuarono la loro opera, penetrarono nel palazzo reale, lo saccheggiarono, incendiarono gli archivi ed i registri del diwan e fecero prigioniero il re.

In questa occasione si mise in evidenza l’odio razziale nei confronti dei musulmani, che la politica di Ruggero II era riuscita a fronteggiare, ma che il prevalere dei prelati cattolici rinfocolava.

Guglielmo fu liberato, perchè il clero cattolico non voleva la destituzione del re, il quale concesse il perdono ai rivoltosi, ma, di fronte al susseguirsi di disordini all’interno dell’isola, si abbandonò ad una feroce repressione, che eliminò gli avversari più pericolosi.

In politica estera Guglielmo, dopo le sconfitte subite a Sfax, a Tripoli e a Mahdia, decise di abbandonare i domini africani, considerandoli al di fuori della sua sfera di interessi.

Gli ultimi anni del suo regno furono caratterizzati da una certa disaffezione nei confronti degli affari pubblici a vantaggio di un tenore di vita fatto di lusso sfrenato e di piaceri.

Egli fece costruire la "Zisa", palazzo a tre elevazioni di stile orientale, ricco di giardini e di mosaici. Guglielmo morì nel 1166.